Crema solare: fototipi e protezione dai raggi ultravioletti.

12 Maggio 2021

La crema solare va utilizzata per proteggere la pelle dall’invecchiamento e dal rischio di sviluppare tumori cutanei (a cellule squamose o basali) causati dall’esposizione protratta ai raggi solari.
Infatti, la pelle arrossata e dolente, segnala un danno non solo immediato, ma visibile nel lungo periodo, sotto forma di melanoma.
Proteggersi dai raggi solari riguarda anche chi non si scotta facilmente, poiché gli effetti negativi della prolungata esposizione sono dannosi anche per questa categoria di fototipo.
La pelle può avere mille sfumature di colore, dalle quali dipende il grado di esposizione.
Spesso il tipo di pelle è associato al colore degli occhi e dei capelli, ma questo non deve trarci in inganno, capita spesso infatti, che chi ha i capelli scuri, ha una pelle chiara e quindi necessita di una protezione alta.

Scegliere la crema solare in base al fototipo

L’SPF, ovvero il fattore di protezione solare, andrebbe scelto in base al proprio fototipo: per esempio chi ha la pelle molto chiara, deve ricorrere a un fattore elevato (50+ o schermo totale), chi ha la pelle chiara e i capelli castano biondi deve comunque proteggersi con un fattore tra i 50+ e 30.
Vediamo insieme i sei fototipi dominanti:

  • Tipo I: si scotta facilmente, senza abbronzarsi. Spesso, ma non sempre, ha capelli biondi o rossi e pelle chiara.
  • Tipo II: Capelli chiari, si scotta facilmente e si “colora” molto poco.
  • Tipo III: Si può scottare, ma di solito si abbronza.
  • Tipo IV: Capelli e occhi scuri, si abbronza e raramente si scotta.
  • Tipo V: Ha la pelle scura, anche se non si espone al sole.
  • Tipo VI: Pelle molto scura.


Secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea, una protezione con fattore compreso tra i 15 e i 25 è sufficiente a proteggere la maggior parte delle persone.
Per tutti è consigliabile continuare ad utilizzare la crema anche quando l’abbronzatura scongiura il rischio di scottature, poiché permangono gli effetti dei raggi UV-A come secchezza della pelle, invecchiamento e aumento del rischio tumorale.

Cosa cambia tra una protezione solare alta e una media?

Un SPF 50 lascerebbe passare non più di un 1/50 della radiazione solare ovvero il 2%, fermandone il 98%. Un SPF 30 lascerebbe passare non più di un 1/30 (ovvero il 3,3%), fermandone poco meno del 97%.
Quindi, per esempio, un filtro solare SPF 15 lascia passare circa il 98% dei raggi UVB.

Sono più pericolosi gli UVB o gli UVA?

Esporsi alla luce solare porta con sé tanti aspetti positivi per la nostra salute, oltre che, per gli appassionati della tintarella, per l’aspetto esteriore.
La luce solare stimola la produzione di vitamina D, attenua disturbi come la dermatite atopica e la psoriasi e rende più felici.
Ma se prolungata e non protetta, crea danni a causa delle radiazioni solari ultravioletti B e A.
Gli UVB hanno una forte carica energetica e sono responsabili della reazione immediata della pelle, la scottatura, che nei casi più gravi, si trasforma in ustione.
L’esposizione prolungata agli UVB può provocare l’accumulo di mutazioni nelle cellule dell’epidermide e quindi lo sviluppo di lesioni precancerose.
L’azione degli UVA è meno potente, ma più profonda: il rischio è lo sviluppo di altre forme tumorali, i melanomi, che si possono formare ex-novo o per degenerazione dei nei.

Crema solare: come sceglierla?

L’antisolare deve proteggere sia contro gli UVB che contro gli UVA, anche se i filtri UVA devono essere presenti almeno nella quantità di un terzo, rispetto ai primi.
Nella scelta della crema protettiva bisogna controllare la presenza del logo UV-A, la data di scadenza, infatti i prodotti mantengono la loro funzione di filtro fino a un anno dall’apertura della confezione.
La crema va applicata un quarto d’ora prima dell’esposizione al sole, e più volte nel corso della giornata, ogni due o tre ore.
Un buon prodotto non deve necessariamente essere caro, la cosa importante è applicarne in quantità, anche nelle zone più sottovalutate e per questo più soggette a scottature.

Bambini ed esposizione solare

Nei confronti dei bambini sicuramente è richiesta maggiore attenzione e nonostante la protezione, gli esperti raccomandano di evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, dalle 11.00 alle 16.00.
La pelle dei più piccoli va protetta con filtri specifici, che fanno da schermo “fisico” contro i raggi del sole, anche quando restano all’ombra o sono coperti da indumenti adatti.
Ricordiamoci di stendere la crema solare anche con il cielo nuvoloso e dopo il bagno o la doccia.

È importante sottolineare che nessuna crema rappresenta uno schermo totale contro i raggi solari (difatti sono sparite le diciture fuorvianti del tipo “schermo totale” o “waterproof”), resta fondamentale seguire le vecchie regole di buon senso, non esporsi nelle ore più calde e indossare cappello, occhiali e indumenti che proteggono le zone del corpo più delicate.

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