La vita oltre la malattia richiede assistenza e supporto

17 Luglio 2022

L’assistenza ai malati di cancro non può essere legata solo alla fase della cura, ma deve proseguire anche nella fase della guarigione.

C’è una vita oltre la malattia e nonostante i paesi occidentali sembrano prestare attenzione ai bisogni fisici e psichici del paziente oncologico, molto deve essere fatto.
La rivista The Lancet pubblica una serie di articoli su queste tematiche per sensibilizzare operatori sanitari e decisori politici.
Partiamo dalla situazione nel nostro paese, che è all’avanguardia nella cura contro il cancro.
In Italia, infatti, il 50% degli uomini e il 63% delle donne è vivo a 5 anni dalla diagnosi, data importante soprattutto nella previsione delle recidive.
Ci sono, come sappiamo, alcuni tipi di tumore in cui la riuscita delle cure è molto alta, come alla tiroide, alla prostata, al seno.
Ovviamente molto dipende dal grado del tumore e dai programmi di screening ai quali tutti noi dovremmo sottoporci con regolarità.

Nella rivista The Lancet si delinea una criticità, sembra, cioè, che nei percorsi di assistenza ci si concentri troppo sulla fase di individuazione di possibili recidive e meno su quella post cura, con l’intento di migliorare la qualità della vita del malato oncologico.
Inoltre, la gestione dei controlli attualmente spetta a oncologi, ematologi, radioterapisti, ma dovrebbero essere coinvolti tutti, compresi medici di base e caregiver, per un approccio personalizzato ed efficace.

Gli effetti fisici e psicologici della malattia e soprattutto delle cure possono essere difficili da superare, senza un adeguato supporto.
A livello fisico le conseguenze della chemio sono diverse, dai problemi cardiaci, alla sindrome metabolica, all’osteoporosi, ai problemi sessuali.
E nonostante l’immunoterapia sia più tollerabile rispetto alla chemio tradizionale, anche alle cure più innovative seguono strascichi di effetti collaterali sull’apparato digerente, sulla pelle e sulle ossa.
Per non parlare dei bisogno psicologici, per i quali si necessita di un percorso terapeutico.
Per esempio abbiamo parlato dei risvolti del cancro sul rapporto di coppia. Leggi il nostro articolo.

Proprio con l’intento di scongiurare le recidive, è importante affiancare il paziente nel cambio dello stile di vita: smettere di fumare, controllare il peso corporeo, praticare attività fisica regolare, sono tutti comportamenti ai quali il paziente va indirizzato in un sistema assistenziale ideale.

Particolare attenzione, secondo il dossier di Lancet, va data a chi ha superato il cancro da bambino/a o da ragazzo/a, perché subisce il rischio di recidiva in età adulta, nonché i danni collaterali delle terapie.

L’assistenza continua è un obiettivo per i prossimi anni, sicuramente c’è molto da lavorare, anche in virtù della piena realizzazione della telemedicina.

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