L’aspirina può ridurre il rischio di recidive nel cancro al seno ormonosensibile?
L’aspirina non ha alcun effetto positivo e coadiuvante delle terapie nell’evitare recidive nelle pazienti affette da tumore al seno HER2-.
Questa è la conclusione di un importante trial condotto su circa 3000 malate dal Dana-Farber Cancer Institute Boston, ripreso dall’American Society of Clinical Oncology.
Aspirina e cancro al seno: lo studio
Il clinical trial condotto dagli scienziati del Dana-Faber, con la tecnica del doppio cieco, cioè né le malate né i valutatori erano a conoscenza di ciò che il paziente stesse assumendo, ha analizzato il rischio di recidiva nelle donne affette da cancro al seno Her2-.
Nello studio, le donne sono state divise in due gruppi: metà ha assunto l’aspirina una volta al giorno, mentre l’altro gruppo un medicinale placebo.
Bene, tra i due gruppi non sono emerse differenze statisticamente rilevanti.
Secondo Wendy Y.Chen, autrice della ricerca, l’aspirina non è utile a prevenire le recidive nel cancro al seno.
L’acido acetilsalicidico può essere utilizzato nelle terapie oncologiche?
L’aspirina è oggi prescritta come terapia per determinate categorie patologiche, ictus o infarto per esempio, per la sua capacità di fluidificare il sangue.
Infatti, l’acido acetilsalicidico è una delle molecole più famose impiegate ormai da decenni in medicina proprio per la versatilità delle sue caratteristiche.
L’aspirina è un antipiretico, antiinfiammatorio, analgesico e, come nei casi di ictus o infarto, è un antiaggregante.
Da anni, poi, grazie alle capacità antiinfiammatorie della molecola, l’aspirina è oggetto di studio in campo oncologico.
Diciamo subito che le ricerche sono tante, ma le conclusioni certe, poche.
Nel 2020 un’analisi aggiornata condotta dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ha attestato una riduzione di circa il 25% di cancro al colon-retto, con un effetto proporzionale alla quantità e alla durata della terapia.
L’acido acetilsalicidico è associato anche a una riduzione del cancro all’esofago, stomaco, fegato e pancreas.
Sebbene questi dati facciano pensare a un possibile uso dell’aspirina nella cura contro il cancro, gli esperti raccomandano molta cautela.
Inoltre, sono stati riscontrati effetti collaterali anche gravi, quali emorragie, soprattutto nei pazienti oncologici ultrasettantenni.
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