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Prostata: gli esami sul cancro da eseguire

6 Dicembre 2021

La Società Italiana di Urologia (SIU) consiglia in generale dopo i 50 anni e dopo i 45 se si ha familiarità con il tumore screening regolari alla prostata.

È importante distinguere tra il tumore prostatico e l’ipertrofia prostatica benigna, che corrisponde a un ingrossamento della ghiandola presente già in fase puberale.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono gli esami più prescritti per diagnosticare il cancro alla prostata e come interpretare gli eventuali risultati.

Sospetto di cancro alla prostata: quali sono gli esami da fare?

  • Il dosaggio del Psa è una semplice analisi del sangue che permette di individuare i livelli di antigene prostatico ed è molto utile in fase di diagnosi perché i valori del Psa aumentano alla presenza di cellule malate, le quali innalzano il livello di antigene.
    Il superamento del valore soglia di 4 nanogrammi per millilitro può essere sintomo della comparsa della patologia.
    Il test del Psa è importante soprattutto nel valutare l’evoluzione della malattia, ma non è affidabile al 100%, nel senso che non è un indicatore assoluto del cancro prostatico e i risultati vanno sempre letti in correlazione con il quadro clinico, che è soggettivo.
  • Esami importanti per lo studio della patologia sono l’esplorazione rettale, utile anche per capire dove è localizzato l’aumento ghiandolare e l’ecografia trans rettale, mediante sonde ad alta frequenza, che aiutano a mostrare eventuali segni di infiammazione, zone sospette e a prelevare tessuto in maniera netta durante la biopsia.
  • Nel caso di un sospetto clinico o biochimico elevato, il medico prescrive una biopsia multipla trans rettale, con il prelievo di campioni di tessuto analizzati al microscopio.

    Ricorda che il tumore alla prostata è uno dei più comuni tra gli uomini e nella maggior parte dei casi è asintomatico, perché si sviluppa in una porzione periferica della ghiandola.
    I programmi di screening sono importanti, così come la storia familiare e di salute del paziente, attraverso la quale il medico può fare una valutazione completa.