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Tag: chirurgia

Cancro ovarico: cause, sintomi e terapie possibili

Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registro Tumori, sono circa 5300 i nuovi casi annui di cancro ovarico in Italia, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è del 40% e quella a dieci anni scende al 31%.
Risulta elevato anche il numero di decessi, questo perché, come vedremo nel dettaglio, è un male subdolo i cui sintomi sono facilmente fraintesi.

Il tumore ovarico è una forma neoplastica piuttosto aggressiva che colpisce l’ovaio, che insieme all’utero e le tube di Falloppio rappresenta l’apparato genitale femminile.
Le ricerche sono concordi nel far derivare il tumore all’ovaio da più malattie localizzate in sedi diverse, che poi crescono e si sviluppano in sede ovarica.
Per questo sembra riduttivo parlare di tumore ovarico, meglio far riferimento a tumore maligno dell’ovaio, delle tube o del peritoneo.

Quanti tumori ovarici esistono?

Secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ne esistono di due tipi:
primitivo, che ha origine nell’ovaio
secondario, che ha origine in altri organi
Il primitivo è ulteriormente distinto in:
epiteliale o carcinoma ovarico, quello più diffuso che si sviluppa nell’epitelio, il sottile strato di tessuto che riveste l’ovaio
stromale, dal tessuto di sostegno dell’ovaio (raro)
germinale, dalle cellule germinali (raro).
Oggi si ritiene che questa malattia sia eterogenea, perché riconducibile a 5 principali sottotipi istologici: sieroso ad alto e basso grado; a cellule chiare, endometrioide e mucinoso.

Quindi, il termine tumore epiteliale maligno dell’ovaio, definisce 5 malattie che hanno tutte la stessa sede.

Quali sono le cause?

Tra le cause legate allo sviluppo del tumore, annoveriamo:

  • la predisposizione genetica, trasmissibile tra i vari membri di una stessa famiglia. Secondo il Cancer National Institute una percentuale tra il 7 e il 10% dei casi è da collegare alla genetica.
    In Italia è ormai prassi testare la presenza di mutazioni nei geni nelle donne a cui viene diagnosticato un tumore sieroso ad alto grado, cosa che può essere fatta attraverso un semplice prelievo di sangue. 
  • Età, il rischio è maggiore dopo i 50 anni
  • Un alto numero di ovulazioni, poiché l’ovaio ad ogni ovulazione subisce un piccolo danno che potrebbe portare alla comparsa di mutazioni
  • Terapie ormonali
  • Endometriosi
  • Obesità

L’uso di contraccettivi ormonali, l’allattamento al seno e la gravidanza sono considerati fattori di protezione in grado di ridurre il rischio di insorgenza del tumore dell’ovaio.

Come riconoscere i sintomi del tumore:

Il tumore all’ovaio è piuttosto subdolo e presenta sintomi che possono essere facilmente confusi con problemi all’apparato digerente, per esempio dolore al basso ventre, gonfiore, difficoltà digestive.
Tra i sintomi meno comuni, diarrea, mal di schiena, mancanza di appetito etc.
Purtroppo non esistono programmi di screening utili ad effettuare una diagnosi precoce, per questo spesso la malattia viene individuata tardi.

A livello diagnostico, se c’è il sospetto della malattia, è il caso di eseguire un’anamnesi della storia familiare, esami dettagliati del sangue e visita ginecologica.

Dall’intervento chirurgico ai monoclonali, ecco le possibili terapie

Il trattamento per eccellenza è quello chirurgico. I dati confermano che la percentuale di guarigione è più alta se le pazienti sono curate in centri d’eccellenza per il cancro ovarico e il chirurgo riesce a rimuovere la massa tumorale e le eventuali metastasi con estrema precisione.
Inoltre, potrebbero essere rimossi: tutto l’utero, parte dello stato sieroso che riveste l’addome e le pelvi e i linfonodi addominali.
Dopo la chirurgia, le pazienti generalmente devono sottoporsi a chemioterapia, allo scopo di eliminare tutte le eventuali cellule maligne rimaste.
Per molti anni, infatti, l’unica terapia approvata prevedeva l’uso di due farmaci da somministrarsi insieme carboplatino e taxolo.
Oggi è prediletto l’uso di anticorpi monoclonali come il bevacizumab e una nuova categoria di farmaci gli “inibitori di PARP” (PARPi), che hanno ricevuto parere favorevole dall’Ema.

Nella cura del cancro ovarico molta strada è stata fatta, iniziando a delinearne le caratteristiche e i sintomi, ma molto ancora si deve fare in fatto di screening e terapie.